Albero di Merkle astratto che rappresenta la proof of reserves di un exchange

Avvertenza: questa guida ha scopo informativo. Non è consulenza finanziaria né legale e non valuta la solvibilità di alcuna società. Quanto riportato sui singoli exchange proviene dalle loro pagine ufficiali, lette il 5 ottobre 2026, e può essere cambiato nel frattempo.

In breve

  • La proof of reserves (PoR) è un'istantanea che cerca di mostrare che un exchange detiene on-chain almeno tanti asset quanti ne deve ai clienti, per gli asset inclusi nel perimetro.
  • Non è una garanzia di solvibilità. Non dice nulla sui debiti, sui giorni tra un'istantanea e l'altra o sugli asset fuori perimetro.
  • Una PoR credibile ha tre parti: l'elenco delle passività verso i clienti, gli indirizzi on-chain che l'exchange dimostra di controllare e un modo per ogni cliente di verificare che il proprio saldo sia incluso.
  • La terza parte la controlli da solo in pochi minuti, la seconda con qualunque block explorer.
  • Se un report mostra solo gli asset e non le passività, è un elenco di wallet, non una proof of reserves.

Perché esiste la proof of reserves

Quando lasci i tuoi coin su un exchange non possiedi le chiavi. Le chiavi le ha l'exchange, che registra nel suo database un numero che dice quanto ti deve. Quel numero è una promessa, e la promessa regge solo se l'exchange detiene davvero i coin corrispondenti e non li presta né li spende.

Il crollo di FTX nel novembre 2022 lo ha reso concreto per milioni di utenti: i saldi a schermo non erano coperti da asset prelevabili. Da allora molti exchange pubblicano una qualche forma di proof of reserves. La qualità varia molto, ed è per questo che conviene sapere cosa cercare.

Cos'è la proof of reserves, in parole semplici

Una proof of reserves risponde a due domande in un preciso momento:

  1. Quanto deve l'exchange ai clienti? È il lato delle passività: la somma dei saldi di tutti i clienti per un asset, per esempio BTC.
  2. Quanto detiene on-chain? È il lato degli asset: il saldo degli indirizzi che l'exchange dichiara di controllare.

Il rapporto tra la seconda e la prima cifra è il reserve ratio. Kraken, per esempio, pubblica i reserve ratio per asset nella sua pagina Proof of Reserves. Al momento della scrittura la pagina mostra un'istantanea del 30 giugno 2026, con 102,9% per BTC, 100,5% per ETH, 100,6% per SOL, 102,3% per XRP e 100,3% per ADA. Un rapporto pari o superiore al 100% significa che le disponibilità on-chain incluse nel perimetro sono almeno pari ai saldi dei clienti inclusi nel perimetro per quell'asset.

Attenzione alle parole "nel perimetro". Ogni report definisce cosa copre. Kraken precisa che i suoi reserve ratio possono cambiare in modo rilevante da un report all'altro per modifiche ai prodotti e all'infrastruttura di custodia, che possono incidere sulla classificazione di alcuni wallet, e che la metodologia è descritta in ciascun report.

L'albero di Merkle, senza matematica

La parte difficile è dimostrare a ogni cliente che il suo saldo è stato contato senza pubblicare i saldi di tutti. Lo fa l'albero di Merkle.

Immagina ogni conto cliente come una foglia. La foglia contiene un hash (un'impronta) dell'identificativo del conto e del saldo. Due foglie si uniscono in un nodo padre, che memorizza la somma dei due saldi e un hash di entrambi i figli. I nodi padre si uniscono a loro volta, fino a restare un solo nodo in cima: la radice. La radice contiene le passività totali e un unico hash che si impegna su ogni foglia sottostante.

Bybit lo descrive nel suo centro assistenza: il saldo di ogni nodo padre può essere composto solo dai saldi dei suoi due figli, e i dati di hash permettono di controllare che il nodo sia legittimo. Per verificare ti serve solo il tuo percorso dalla foglia alla radice, cioè un breve elenco di hash dei nodi fratelli. Bybit indica che un albero con 24 livelli richiede un array di 24 elementi per verificare il proprio saldo, e che questi dati servono solo per il tuo conto.

Il risultato: se l'exchange provasse a escludere il tuo saldo o a modificarlo, il tuo percorso non ricalcolerebbe la radice pubblicata. E poiché la radice porta il totale, la cifra delle passività non si può abbassare senza invalidare la prova di qualcuno.

Verificare una proof of reserves in 5 passi

Passo 1: trova il report primario

Vai alla pagina ufficiale dell'exchange, non a un articolo di cronaca o a una dashboard di terzi. Annota la data dell'istantanea, gli asset coperti e chi ha prodotto o attestato il report (una società di revisione, un auditor o l'exchange stesso). I comunicati stampa sono contesto utile, ma sono marketing. Per esempio, il comunicato di Bybit del 24 dicembre 2025 dice che il suo 29° report, al 17 dicembre 2025 e verificato da Hacken, mostra reserve ratio del 105% per BTC (59.711 BTC dovuti a fronte di 63.206 BTC detenuti) e del 101% per ETH. È una dichiarazione della società: trattala come un'affermazione da testare contro il report, non come un fatto indipendente.

Passo 2: controlla che il tuo conto sia nell'albero

Accedi e apri la pagina di verifica. Kraken offre uno strumento open source di verifica Merkle e dichiara che i clienti possono confermare che i loro saldi sono inclusi nell'istantanea delle passività della società di contabilità. Bybit offre una pagina "Verify My Account" nell'account, che mostra il tuo percorso Merkle, oltre al codice open source di generazione e verifica su GitHub. Le istruzioni: copia i dati di prova in un file chiamato myProof.json, compila il verificatore con JDK 1.8 o superiore e Maven, ed eseguilo su quel file.

Due punti pratici. Primo: se il conto è stato aperto dopo l'istantanea, o non detieni nessuno dei token verificati, non ci sarà alcuna registrazione per te. Bybit lo dice esplicitamente. Secondo: una spunta verde in una pagina web non è una verifica; lo è ricalcolare il percorso con un codice leggibile. Se non sei uno sviluppatore, usa almeno lo strumento ufficiale invece di fidarti di una schermata.

Passo 3: conferma gli indirizzi on-chain

Il report dovrebbe elencare gli indirizzi (o una prova firmata di controllo) dietro il totale degli asset. Copiane alcuni in un block explorer e controlla che i saldi corrispondano grosso modo alla cifra dichiarata alla data dell'istantanea. Per Bitcoin va bene qualsiasi explorer pubblico. Cerca due segnali d'allarme: indirizzi che nessuna firma o attestazione lega all'exchange, e saldi che escono subito dopo la data dell'istantanea.

Controllare a mano tutti gli indirizzi di un grande exchange non è realistico, quindi questo passo è un controllo a campione. La credibilità viene dalla parte indipendente che attesta il controllo, non da te.

Passo 4: confronta con le passività

Cerca la cifra delle passività per lo stesso asset e la stessa data. Kraken dichiara di includere in ogni report le passività totali verso i clienti e che la sua istantanea copre conti a margine, futures e asset in staking, non solo i saldi spot (Kraken, post sul report di dicembre 2025). Se un report elenca solo saldi di wallet, o se le passività escludono derivati o prodotti earn, sulla solvibilità non puoi dire molto.

Passo 5: leggi data, perimetro e auditor

Un report solido indica: la data dell'istantanea, gli asset coperti, il metodo, chi l'ha attestato e cosa l'attestazione non copre. Controlla quanto è recente. Kraken dichiara l'impegno a pubblicare ogni trimestre; Bybit dice di pubblicare report di verifica ogni mese. Un'istantanea di molti mesi fa dice poco su oggi.

Cosa la proof of reserves non dimostra

  • La solvibilità. Solvibilità significa che il totale degli asset supera il totale delle passività, tutte. Una PoR di solito guarda solo le passività crypto verso i clienti. Prestiti, obblighi su derivati, cause legali e passività in valuta fiat possono restare fuori.
  • La completezza delle passività. L'albero di Merkle dimostra che i conti inclusi sono contati correttamente. Non può dimostrare che nessun conto sia stato lasciato fuori. Per questo conta l'attestatore indipendente, e per questo controlli la tua inclusione: ogni cliente che verifica individua un'omissione che lo riguarda.
  • La proprietà degli asset. Controllare un indirizzo in un dato momento non equivale a possedere i coin senza pretese di terzi. I coin potrebbero essere presi a prestito per gonfiare brevemente un'istantanea. Un messaggio firmato al momento dell'istantanea è prova di controllo, non di proprietà.
  • Ciò che accade tra un'istantanea e l'altra. È una fotografia, non un film.
  • La qualità operativa. Sicurezza, gestione delle chiavi, hack e rischio interno sono questioni separate.

Per questo la parola "audit" richiede cautela. Una revisione contabile completa e un'attestazione su procedure concordate sono cose diverse, e la pagina di un exchange non sempre chiarisce quale delle due stai leggendo. Nel dubbio, leggi la sezione sul perimetro del report.

Il quadro europeo: cosa richiede il MiCA

Il Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA) non usa le parole "proof of reserves" e non obbliga un exchange a pubblicare un albero di Merkle. Ciò che richiede ai prestatori di servizi per le cripto-attività è stabilito nell'articolo 70. Secondo il testo pubblicato dall'ESMA, i prestatori che detengono cripto-attività dei clienti, o i mezzi di accesso a tali cripto-attività, devono adottare disposizioni adeguate per tutelare i diritti di proprietà dei clienti, in particolare in caso di insolvenza del prestatore, e per impedire l'uso delle cripto-attività dei clienti per conto proprio. I fondi dei clienti diversi dai token di moneta elettronica devono essere depositati presso un ente creditizio o una banca centrale entro la fine del giorno lavorativo successivo al ricevimento, in un conto separatamente identificabile da quelli del prestatore.

In pratica, un prestatore autorizzato MiCA ha un obbligo di legge di segregare e proteggere gli asset dei clienti e un'autorità di vigilanza a cui rispondere. Una proof of reserves volontaria è una prova complementare in più. Non sostituisce l'autorizzazione, e l'autorizzazione non sostituisce i tuoi controlli. Per sapere se una piattaforma è autorizzata usa il registro ufficiale, non l'affermazione della piattaforma.

Errori comuni

  • Considerare "100%+" sinonimo di "sicuro". È una lettura degli asset nel perimetro in una data.
  • Fidarsi di una dashboard di terzi senza aprire il report dell'exchange.
  • Ignorare la data. Confronta sempre la data dell'istantanea con oggi.
  • Confrontare i reserve ratio tra exchange come se usassero lo stesso metodo. Non è così. Kraken stesso osserva che "più exchange offrono ormai PoR in qualche forma" ma non tutti con lo stesso rigore: è però un'affermazione di un exchange interessato al confronto, quindi leggila come uno spunto da verificare, non come un verdetto.
  • Lasciare grandi somme a lungo termine su una piattaforma perché la sua PoR sembra buona. Vedi sotto.

Dove finisce la prova e iniziano le tue scelte

La protezione più affidabile dal rischio exchange è non tenere sull'exchange più coin di quanti ti servono per operare. Per le somme di lungo periodo, la custodia autonoma elimina del tutto la controparte, al prezzo di renderti responsabile delle tue chiavi. Le nostre guide su hardware wallet e sicurezza dei wallet spiegano come, e cos'è Bitcoin riassume le basi se sei all'inizio. Per confrontare le piattaforme su più di una voce, vedi come scegliere l'exchange più sicuro. Se vuoi evitare il rischio di custodia per il trading, leggi gli exchange decentralizzati.

Exchange che pubblicano una proof of reserves: cosa abbiamo potuto verificare

ExchangeCosa mostrano le sue pagineVerifica offertaData controllo
KrakenIstantanea del 30 giugno 2026; reserve ratio per asset (BTC 102,9%, ETH 100,5%); dichiara di includere passività, margine, futures e stakingStrumento open source di verifica Merkle5 ott 2026
BybitDichiara report di verifica mensili; report di dicembre 2025 verificato da Hacken secondo il suo comunicato; rapporto BTC dicembre 2025 105%Percorso Merkle nell'account e codice open source su GitHub5 ott 2026

Elenchiamo solo gli exchange le cui pagine abbiamo potuto leggere e confrontare nella data indicata. Se un exchange che usi non è qui, non è un giudizio su di lui: significa che non abbiamo verificato il suo report per questa guida. Applica i cinque passi alla sua pagina. Le cifre sono riportate come le dichiarano le società e non sono una conferma indipendente di solvibilità.

Un esempio pratico: leggere un reserve ratio

Prendi le cifre di Bybit dal comunicato di dicembre 2025 solo come illustrazione dell'aritmetica. Dichiara 59.711 BTC di asset degli utenti a fronte di 63.206 BTC nei wallet di Bybit. Il rapporto è 63.206 diviso 59.711, circa 1,058. La società indica 105%, quindi l'arrotondamento è suo. L'eccedenza è di circa 3.495 BTC. Seguono tre domande, e nessuna trova risposta nel solo rapporto.

  1. L'eccedenza è reale? Lo è solo se gli indirizzi sono controllati dall'exchange e non presi a prestito al momento dell'istantanea. A questo servono il lavoro dell'attestatore e i messaggi firmati.
  2. L'eccedenza basta? Un'eccedenza di pochi punti percentuali è un cuscinetto per le passività nel perimetro. Non dice nulla sugli obblighi fuori perimetro.
  3. Il numero è stabile? Una sola istantanea non mostra se l'exchange mantiene quel cuscinetto giorno per giorno. Guarda più report consecutivi, non uno solo.

La stessa lettura vale per i rapporti di Kraken. Un valore come 100,3% per ADA è un margine sottile in quella data; un valore come 105%+ per le stablecoin è più ampio. Nessuno dei due è una dichiarazione sulla società nel suo insieme. Kraken stesso avverte che i rapporti possono cambiare in modo rilevante tra un report e l'altro per modifiche ai prodotti e alla custodia.

Una checklist riutilizzabile

  1. Apri la pagina PoR ufficiale dell'exchange. Annota data dell'istantanea e asset coperti.
  2. Controlla che siano mostrate le passività, non solo i saldi dei wallet.
  3. Verifica il tuo conto con lo strumento ufficiale, meglio se eseguendo il codice open source.
  4. Controlla a campione due o tre indirizzi su un block explorer.
  5. Annota chi ha attestato il report e cosa l'attestazione esclude.
  6. Confronta gli ultimi tre report, non solo l'ultimo.
  7. Decidi quanto sei disposto a lasciare sulla piattaforma, qualunque sia l'esito.

Un esempio numerico di albero di Merkle che puoi riprodurre

Lo schema qui sotto è un giocattolo didattico, non il formato esatto di un exchange. Ogni exchange definisce nella propria documentazione il formato di foglie e nodi, quindi per una verifica reale usa sempre lo strumento ufficiale. Il giocattolo è utile perché puoi ricalcolare ogni numero da solo con qualunque strumento SHA-256.

Quattro clienti ipotetici detengono questi saldi in BTC: A ha 2, B ha 5, C ha 3 e D ha 10. Le regole del giocattolo: una foglia è lo SHA-256 del testo nome:saldo (per esempio A:2), e un nodo padre è lo SHA-256 dell'hash sinistro, dell'hash destro (entrambi come testo esadecimale completo di 64 caratteri) e della somma dei due saldi scritti uno dopo l'altro come testo. Abbreviati ai primi 8 caratteri esadecimali, i risultati sono:

  • Foglia A (2 BTC): 284bdbe2
  • Foglia B (5 BTC): 268c48a8
  • Foglia C (3 BTC): 509dd6e3
  • Foglia D (10 BTC): 62967c5f
  • Padre AB (7 BTC): f8e6fcf0
  • Padre CD (13 BTC): 2fad7637
  • Radice (20 BTC): b21f288f

Supponi ora di essere il cliente B. L'exchange ti dà la tua prova: il tuo saldo (5), l'hash della foglia vicina A con il suo saldo (2) e l'hash del ramo vicino CD con il suo saldo (13). Ricalcoli la tua foglia, la combini con la foglia A ottenendo il padre AB con somma 7, poi combini AB con CD ottenendo una radice con somma 20. Se la radice ricalcolata coincide con l'hash radice pubblicato e con il totale pubblicato di 20, il tuo saldo è stato contato esattamente come lo detieni. Se l'exchange avesse registrato 4 invece di 5, l'hash della tua foglia sarebbe diverso, lo sarebbero tutti gli hash sopra, e la radice non coinciderebbe.

Nota anche cosa non hai imparato: i saldi singoli di C e D. Hai visto solo il totale del loro ramo, 13. Questa è la proprietà di riservatezza. E nota cosa non puoi rilevare: se l'exchange avesse un quinto cliente E che deve 8 BTC e lo lasciasse del tutto fuori dall'albero, la radice pubblicata da 20 resterebbe internamente coerente. Solo E, o una parte indipendente con accesso all'elenco completo dei clienti, può accorgersene.

Proof of reserves, proof of liabilities e proof of solvency

Questi termini si confondono spesso. Una proof of liabilities mostra quanto l'exchange deve, in modo che ogni cliente possa controllarlo, come nell'esempio di Merkle sopra. Una proof of reserves mostra cosa l'exchange controlla on-chain. Una proof of solvency combina le due cose e chiede se gli asset coprono i debiti. Nel 2015 alcuni ricercatori, tra cui Joseph Bonneau e Dan Boneh, hanno pubblicato Provisions: Privacy-preserving proofs of solvency for Bitcoin exchanges. Nell'abstract descrivono una proof of solvency come la dimostrazione che l'exchange controlla riserve sufficienti a regolare il conto di ogni cliente, e propongono un metodo che non richiede all'exchange di divulgare i propri indirizzi, le disponibilità o le passività totali, né informazioni sui clienti. Il lavoro propone anche un'estensione pensata per impedire che gli exchange si accordino per coprire a vicenda le perdite.

La lezione pratica è che la maggior parte dei report pubblici degli exchange è più debole di quell'ideale. Rendono note le passività, rendono noti gli indirizzi e si affidano a una società di contabilità per il resto. È utile, ma va chiamato col suo nome: un'istantanea delle riserve nel perimetro contro le passività nel perimetro, non una proof of solvency completa.

Perché i dettagli contano: due casi

FTX. Secondo il comunicato dell'Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York del 28 marzo 2024, il fondatore di FTX è stato giudicato colpevole di sette capi, tra cui frode telematica e cospirazione per frode su titoli e materie prime, ed è stato condannato a 25 anni di carcere. Il comunicato afferma che aveva ripetutamente detto ai clienti che i loro depositi erano al sicuro, custoditi per loro e separati dai beni della società, e che quelle dichiarazioni erano false: i depositi dei clienti furono convogliati verso la società di trading Alameda Research. Afferma inoltre che ai complici fu ordinato di modificare il codice informatico di FTX per consentire ad Alameda di prelevare quantità effettivamente illimitate di criptovalute. Il comunicato riporta accuse, prove presentate al processo e atti pubblici. Lo citiamo per un solo punto, circoscritto: ciò che una società dice di fare con gli asset dei clienti e ciò che fa possono divergere, e una dichiarazione pubblica non è di per sé una prova.

Mt. Gox. Sul sito del curatore, mtgox.com, i creditori dell'exchange sono ancora gestiti tramite procedure di riabilitazione civile in Giappone, e il curatore ha spostato la scadenza dei rimborsi base, anticipato forfettario e intermedio dal 31 ottobre 2025 al 31 ottobre 2026 (ora giapponese). Non riportiamo cifre di perdita perché la pagina del curatore non le indica nella parte che abbiamo potuto leggere. Il punto è più semplice: quando la custodia fallisce, il recupero può richiedere molti anni.

Questi due casi non sono esempi di una proof of reserves che fallisce. Sono il motivo per cui gli utenti ne chiedono una. Non sosteniamo che una particolare proof of reserves avrebbe evitato l'uno o l'altro caso.

Cosa chiedere a un exchange

Se tieni somme rilevanti su una piattaforma, queste sono domande legittime da rivolgere al suo supporto o da cercare nella sua documentazione:

  1. Quali asset, prodotti e conti sono inclusi nella proof of reserves e quali sono esclusi?
  2. Chi attesta il report e l'attestazione è pubblicata per intero?
  3. Le passività includono margine, futures, staking e prodotti earn?
  4. Con che frequenza si fa un'istantanea e i report passati restano online?
  5. Esiste uno strumento di verifica open source e dove si trova il codice?
  6. Il denaro dei clienti è separato da quello della società e dove è scritto nei termini?
  7. La piattaforma è autorizzata nella tua giurisdizione, con quale voce del registro?

Una piattaforma che risponde in modo chiaro e per iscritto è più facile da valutare di una che risponde con linguaggio promozionale. Un rifiuto di rispondere è già un'informazione.

Quando ripetere il controllo

Una verifica vale per l'istantanea che hai controllato, non per sempre. Ripetila a ogni nuovo report pubblicato dall'exchange e conserva i dati della tua prova (per esempio il file di prova scaricato) insieme alla data: se un giorno il saldo registrato non coincide più con quello che ti risulta, avrai un riferimento documentato da portare al supporto. Confronta anche l'andamento tra report successivi: un reserve ratio che scende report dopo report, un cambio di auditor o un perimetro che si restringe sono segnali da leggere con attenzione, anche quando ogni singolo report resta sopra il 100%. Nessuno di questi segnali, da solo, dimostra un problema: sono motivi per fare più domande, non conclusioni.

Limiti di questa guida

Il 5 ottobre 2026 abbiamo provato a leggere la pagina proof of reserves di Binance e il testo integrale del Regolamento (UE) 2023/1114 su EUR-Lex, e i nostri strumenti non sono riusciti a caricarli. Per questo la guida non riporta le cifre di Binance e cita l'articolo 70 del MiCA dal testo pubblicato nel single rulebook interattivo dell'ESMA. Preferiamo dichiararlo piuttosto che citare fonti secondarie. Non abbiamo potuto aprire nemmeno il PDF del report di verifica di Bybit del 23 settembre 2026, quindi i numeri di Bybit sopra vengono dal comunicato di dicembre 2025 e dalla pagina del centro assistenza. Controlla la pagina attuale dell'exchange prima di fare affidamento su qualsiasi cifra.

Domande frequenti

La proof of reserves equivale a un audit?

No. Una PoR è un esercizio crittografico e contabile specifico su un'istantanea. Una revisione finanziaria copre l'intero bilancio in un periodo. Leggi il perimetro del report per capire quale hai davanti.

Un exchange può falsificare una proof of reserves?

Il metodo Merkle rende difficile alterare o omettere un cliente che controlla. Ma un exchange può comunque sottostimare le passività escludendo dei conti, o gonfiare temporaneamente gli asset. L'attestazione indipendente e la verifica diffusa dei clienti riducono il rischio. Non lo eliminano.

E se il mio conto non risulta nell'albero?

Controlla che il conto esistesse alla data dell'istantanea e contenesse un asset incluso. Se entrambe le condizioni sono vere e non lo trovi, scrivi al supporto dell'exchange e conserva la risposta.

Un reserve ratio alto significa che i miei fondi sono assicurati?

No. Riserve e assicurazione sono cose diverse. Controlla nei termini della piattaforma l'eventuale assicurazione o schema di compensazione e le sue condizioni esatte.

Devo spostare i miei coin da un exchange per questa guida?

Questa guida ti dà un modo per verificare, non una raccomandazione di agire. Le decisioni sui tuoi asset sono tue e, per somme rilevanti, puoi chiedere consiglio a un professionista qualificato nel tuo Paese.