Il colpo dall'interno
Non è un hacker esterno, non è un exploit su uno smart contract, non è un attacco a un exchange. È un caso di appropriazione indebita nella forma più semplice: qualcuno con accesso privilegiato ai fondi ha semplicemente iniziato a prelevarli. La differenza è che i fondi in questione appartenevano al governo degli Stati Uniti — criptovalute sequestrate in indagini penali, tra cui una parte del bottino recuperato dal celebre hack di Bitfinex del 2016, uno dei furti di bitcoin più grandi della storia.
Al centro della vicenda: John "Lick" Daghita, 21 anni, figlio di Dean Daghita, presidente di Command Services & Support (CMDSS), società della Virginia che detiene un contratto attivo con lo U.S. Marshals Service per la "custodia e disposizione" di asset digitali confiscati. In pratica, l'azienda di famiglia aveva accesso esclusivo a wallet che custodivano miliardi di dollari in criptovalute governative.
Come è iniziato: una vanteria su Telegram
L'indagine non è partita da un audit interno del governo, ma dal lavoro indipendente del blockchain detective ZachXBT. A fine gennaio 2026, durante quello che nella cultura crypto viene chiamato "band for band" — una sfida informale in cui utenti anonimi mostrano in diretta il controllo di grandi patrimoni digitali per dimostrare dominanza finanziaria — un utente con l'alias "Lick" ha condiviso lo schermo mostrando un wallet da circa 23 milioni di dollari.
Durante la sessione, in tempo reale, altri 6,7 milioni di dollari in Ethereum sono confluiti sullo stesso indirizzo, fino a un totale consolidato di circa 23 milioni. Quella condivisione dello schermo si è rivelata un errore fatale: ha permesso a ZachXBT di osservare direttamente ID di transazione e movimenti di fondi, risalendo la catena fino a un wallet controllato dal governo USA legato ai beni sequestrati nel caso Bitfinex.
Una transazione in particolare mostrava un trasferimento di circa 24,9 milioni di dollari da quel wallet governativo nel marzo 2024 — quindi non un episodio isolato, ma un prelievo avvenuto mesi prima e mai notato. ZachXBT aveva già segnalato movimenti sospetti sullo stesso wallet nell'ottobre 2024 (circa 20 milioni prelevati, in gran parte restituiti entro 24 ore, tranne circa 700.000 dollari fatti sparire tramite servizi di swap istantaneo).
Cronologia del caso
L'identificazione
Ricostruendo gli indirizzi coinvolti, ZachXBT ha collegato "Lick" a John Daghita, ipotizzando un legame con Dean Daghita e CMDSS. Il 26 gennaio 2026 lo U.S. Marshals Service ha confermato l'apertura di un'indagine formale sulle accuse. A quel punto la cifra stimata del possibile ammanco era già salita a oltre 25 milioni di dollari — per poi essere rivista al rialzo nelle settimane successive fino a superare i 46 milioni (con alcune stime, secondo Bitcoin Magazine, che spingono il totale fino a 90 milioni considerando attività sospette osservate già a fine 2025).
Resta un punto irrisolto, sottolineato dallo stesso ZachXBT: non è stato chiarito pubblicamente come John abbia ottenuto l'accesso ai wallet gestiti dall'azienda del padre.
L'arresto: blitz internazionale ai Caraibi
Il 4 marzo 2026 (notte tra il 4 e il 5), Daghita è stato arrestato sull'isola caraibica di Saint Martin in un'operazione congiunta tra FBI e Gendarmerie Nationale francese, inclusa l'unità tattica d'élite GIGN, con supporto della squadra internazionale della Gendarmerie di Guadalupa.
Ad annunciarlo è stato direttamente il direttore dell'FBI Kash Patel via X, pubblicando anche le foto dell'arresto: Daghita ammanettato, e una valigetta metallica contenente mazzette di banconote da 100 dollari insieme a wallet hardware Trezor — il tipo di dispositivo usato per conservare offline le chiavi private delle criptovalute.
Secondo quanto riferito dai media USA, le autorità americane puntano ora all'estradizione. Al momento della stesura di questo articolo non risultano ulteriori aggiornamenti pubblici su un'eventuale incriminazione formale, il recupero dei fondi o altri arresti collegati.
Perché conta
Il caso Daghita non è solo un altro furto di criptovalute — è un buco nella catena di custodia dello Stato USA. I wallet coinvolti non erano fondi privati né riserve di un exchange: erano beni confiscati alla criminalità, destinati potenzialmente a confluire nella Strategic Bitcoin Reserve annunciata dall'amministrazione USA nel 2025.
Se un ventunenne senza alcun ruolo ufficiale nel contratto federale ha potuto attingere per mesi a quei wallet senza che nessun controllo interno se ne accorgesse, la domanda che resta aperta riguarda tutti gli altri contractor privati a cui Washington affida la gestione di asset digitali sequestrati — e quanto sia realmente solido quel sistema di controllo.
Fonti
- • ZachXBT, thread X originale (23 gennaio 2026): x.com/zachxbt
- • FBI Director Kash Patel, annuncio arresto (X): x.com/FBIDirectorKash
- • CoinDesk, "Son of U.S. government contractor, accused of stealing millions in seized crypto, arrested in France" (5 marzo 2026)
- • Dallas Express, "$46M Crypto Theft Mystery: How Did Dean Daghita's 21-Year-Old Son Pull Off the Heist?"
- • GetBlock AML Research, "Scandal of the year: confiscated U.S. crypto ends up in private hands" (28 gennaio 2026)
- • crypto.news, "John Daghita arrested in Saint Martin for alleged $46M crypto theft"