Il 30 settembre 2026, tre mesi dopo la fine del periodo transitorio di MiCA, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato la sua risposta alla consultazione della Commissione europea sulla revisione del regolamento UE sulle cripto-attività. Propone un nuovo servizio regolamentato per chi dà ai clienti accesso alla DeFi, regole mirate per staking, prestiti e finanziamenti, il divieto o la limitazione di alcune pratiche di marketing, la trasparenza obbligatoria dei costi e una norma contro l'offerta di servizi su stablecoin non conformi. Questo articolo legge il documento di 16 pagine, lo affianca al testo di legge che avvia la revisione e separa ciò che è una proposta da ciò che è legge. Nulla di quanto descritto è in vigore.
Nota sull'ambito: informazione generale, non consulenza legale né finanziaria. Il documento dell'ESMA è un parere alla Commissione e non crea obblighi per nessuno. Abbiamo letto per intero il documento ESMA; la pagina della consultazione della Commissione non era leggibile con i nostri strumenti, quindi le date della consultazione provengono da sintesi di studi legali e sono indicate come tali.
In breve
- Stato: solo un parere. La risposta dell'ESMA alimenta una relazione della Commissione che, ai sensi dell'articolo 140 di MiCA, è dovuta entro il 30 giugno 2027 «corredata, se del caso, di una proposta legislativa». Non abbiamo trovato alcuna proposta legislativa, quindi non possiamo indicare una data per nuove norme.
- DeFi: l'ESMA chiede una definizione giuridica di cosa sia «completamente decentralizzato» e vuole che l'esenzione sia «il più stretta possibile», citando il rischio di «decentralisation washing».
- Nuovo servizio: un servizio regolamentato di «accesso» per i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) autorizzati che danno ai clienti accesso a protocolli DeFi.
- Staking, prestiti, finanziamenti: regole mirate di informativa e di condotta, non una nuova licenza pesante. L'ESMA dice esplicitamente che lo staking non va trattato automaticamente come prestito o gestione di portafoglio.
- Stablecoin: un CASP non dovrebbe poter prestare alcun servizio soggetto a licenza MiCA in relazione a stablecoin non conformi a MiCA.
- Costi: chi presta servizi di esecuzione o di cambio dovrebbe fornire informazioni complete sui costi, perché alcuni pubblicizzano zero commissioni ma applicano uno spread elevato.
- Per te oggi: non cambia nulla. È utile il problema che l'ESMA descrive su costi e marketing, che puoi verificare da solo.
Da dove nasce la revisione
La revisione è scritta nel regolamento. L'articolo 140 del regolamento (UE) 2023/1114 dice: «Entro il 30 giugno 2027, previa consultazione dell'ABE e dell'ESMA, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del presente regolamento, corredata, se del caso, di una proposta legislativa.» (nostra traduzione dall'inglese). La relazione deve trattare, tra l'altro, l'esperienza con la classificazione delle cripto-attività, la necessità di un meccanismo di approvazione dei White Paper per i token diversi dalle stablecoin e il numero e il valore di frodi, truffe, hack e furti segnalati nell'Unione.
Un altro articolo, il 142, chiedeva alla Commissione di riferire sugli sviluppi non trattati dal regolamento, tra cui «una valutazione della necessità e della fattibilità di regolamentare la finanza decentralizzata», una valutazione della regolamentazione di «prestito e assunzione di prestiti di cripto-attività», il trattamento dei servizi legati al trasferimento di token di moneta elettronica e il trattamento regolamentare delle cripto-attività non fungibili.
Secondo le sintesi di studi legali sulla consultazione della Commissione, una consultazione mirata è stata pubblicata il 20 maggio 2026 con risposte ammesse fino al 31 agosto 2026. Gli argomenti riportati comprendono ambito e definizioni, requisiti per i token collegati ad attività e per i token di moneta elettronica, il regime dei prestatori di servizi e aree oltre l'ambito attuale come DeFi, staking, prestiti, finanziamenti e NFT. Non siamo riusciti a leggere la pagina ufficiale della Commissione, quindi considera questi dettagli di fonte secondaria. Abbiamo raccontato l'apertura della consultazione nel nostro articolo di maggio.
Il legame con il pacchetto sulla vigilanza
Il documento dell'ESMA rinvia anche al pacchetto su integrazione e vigilanza dei mercati (MISP) adottato dalla Commissione il 4 dicembre 2025. Il testo discute «la proposta MISP di trasferire la vigilanza sui CASP all'ESMA» e chiede che la revisione di MiCA resti coerente con essa. In parole semplici: la Commissione ha proposto separatamente che la vigilanza sui prestatori di servizi per le cripto-attività passi dalle autorità nazionali all'ESMA, e quella proposta non fa parte di questa consultazione. L'ESMA dice che le sue proposte dovrebbero valere «che la proposta MISP sia adottata o no».
Cosa propone davvero l'ESMA
1. Classificazione dei token
L'ESMA definisce la classificazione «una delle questioni più importanti in MiCA», perché i dubbi sorgono al confine tra cripto-attività MiCA e strumenti finanziari MiFID II, tra token collegati ad attività e token di moneta elettronica, e tra token MiCA e attività esterne. Cita come casi difficili i token ibridi, gli NFT frazionati, gli schemi wrapped o tokenizzati e i token di governance. Oggi le autorità nazionali possono chiedere all'ESMA un parere non vincolante ai sensi dell'articolo 97(3). L'ESMA dice di aver «finora emesso un solo parere non vincolante» e propone di poter emettere, con l'ABE, pareri vincolanti sulla classificazione, anche di propria iniziativa quando vede schemi ricorrenti. Chiede inoltre di chiarire che un derivato regolato in stablecoin può restare strumento finanziario ai sensi di MiFID II.
2. Stablecoin non autorizzate
L'ESMA segnala incertezza su quanto i CASP autorizzati possano agevolare «la disponibilità, l'uso o la negoziazione di stablecoin non autorizzate». Invita la Commissione a modificare il regolamento per dire «esplicitamente» che un CASP «non può prestare alcun servizio soggetto a licenza ai sensi di MiCA in relazione a ART o EMT non conformi». L'ESMA lo definisce un «test di vigilanza binario», applicabile in concreto. Per gli utenti, la conseguenza pratica sarebbe che una piattaforma con licenza non potrebbe quotare o offrire servizi su una stablecoin priva di autorizzazione MiCA.
3. DeFi: una definizione e un servizio di accesso
Il considerando 22 di MiCA dice che il regolamento non si applica ai servizi prestati «in modo completamente decentralizzato senza alcun intermediario». L'ESMA osserva che le opinioni divergono su cosa significhi e che ciò ha aumentato «il rischio di “decentralisation washing”, in cui un operatore identificabile usa un linguaggio da DeFi per evitare gli obblighi MiCA». Chiede alla Commissione di inserire una definizione chiara nel testo di legge e di mantenere l'esenzione DeFi «il più stretta possibile». In alternativa suggerisce di dare all'ESMA il potere di emanare orientamenti tecnici.
Separatamente, l'ESMA descrive un modello di business osservato nella prima fase di MiCA: CASP autorizzati che aiutano i clienti ad accedere a prodotti DeFi, come exchange decentralizzati, protocolli di prestito e finanziamento, staking e re-staking, o che forniscono un'interfaccia verso smart contract non regolamentati. Individua rischi per i consumatori, rischi operativi e di smart contract e conflitti di interesse se il CASP indirizza l'attività dei clienti verso certi protocolli. L'ESMA propone un nuovo servizio regolamentato per un CASP che dà accesso alla DeFi per conto dei clienti, con obblighi come informativa sui rischi, trasparenza su scelta dei protocolli e instradamento, gestione dei conflitti, due diligence sui protocolli offerti e presidi operativi e di cybersicurezza. Aggiunge che la proposta «preserverebbe l'innovazione riconoscendo che lo sviluppo open source, l'autocustodia, gli smart contract automatizzati e l'infrastruttura permissionless non dovrebbero costituire automaticamente intermediazione regolamentata» e che gli obblighi dovrebbero essere proporzionati al controllo che il CASP ha sul protocollo.
4. Staking
L'ESMA riconosce lo staking come «funzione tecnica di base» delle reti proof-of-stake, che «non dovrebbe essere trattata automaticamente come prestito o gestione di portafoglio». Ma elenca i rischi per gli investitori: marketing che enfatizza i rendimenti e minimizza i rischi, slashing (la perdita di parte degli asset in staking per condotta scorretta o guasti del validatore), periodi di blocco che limitano l'accesso, segregazione degli asset poco chiara in caso di insolvenza del prestatore e dipendenza da infrastrutture di paesi terzi. Chiede alla Commissione di assoggettare lo staking dei CASP autorizzati a «requisiti mirati di condotta, informativa e salvaguardia» e di distinguere quattro casi: staking autonomo senza intermediario, servizi tecnici di staking, staking in pool o in custodia, e prodotti di staking liquidi o con rendimento che possono porre questioni di classificazione separate. Per lo staking dei CASP chiede un'informativa rafforzata su ricompense, periodi di blocco e di sblocco, rischio di slashing, scelta dei validatori, commissioni, dipendenze operative e trattamento in caso di insolvenza. Dice che l'approccio deve restare «proporzionato» e non diventare «un nuovo regime autorizzativo pesante».
5. Prestiti e finanziamenti
Sui prestiti, l'ESMA osserva che il crypto lending «può causare fallimenti a catena quando i CASP prendono a prestito cripto-attività dai clienti (a volte senza garanzie) e le prestano a terzi», e che una volta prestati gli asset le regole MiCA su custodia e segregazione «non si applicano più». I clienti spesso non sanno chi siano i debitori finali, quali garanzie esistano o quale sia il rendimento lordo, il che rende questi programmi «di fatto scatole nere». L'ESMA propone regole come il consenso scritto espresso del cliente e obblighi di informativa, e dice di non proporre un servizio di nuova autorizzazione. Sui finanziamenti segnala liquidazioni rapide, leva, volatilità delle garanzie, rischio di smart contract e riutilizzo opaco delle garanzie, e chiede requisiti mirati di condotta, informativa e gestione del rischio, in particolare per i clienti al dettaglio o con leva.
6. Marketing e influencer
L'ESMA dice che le norme MiCA sul marketing sono «di livello molto generale», il che rende difficile farle rispettare, e che non raggiungono influencer e altri terzi che promuovono cripto-attività per conto di emittenti e CASP. Invita la Commissione a valutare il divieto o la limitazione di certe pratiche di marketing, sulla linea di MiFID II, e a introdurre obblighi per influencer e terzi insieme ai relativi poteri di vigilanza. Chiede anche poteri specifici contro le imprese di paesi terzi che sollecitano attivamente investitori UE senza autorizzazione, e che l'esenzione di «reverse solicitation» dell'articolo 61 sia applicata «nel modo più stretto possibile».
7. Trasparenza dei costi
È la sezione con la conseguenza più diretta per gli utenti comuni. L'ESMA dice di aver «constatato informazioni fuorvianti sui costi mostrate agli investitori», per esempio «alcuni CASP che prestano servizi di cambio dichiarano trading a zero commissioni e spread ridotti quando lo spread applicato è in realtà elevato e permette al CASP di recuperare o persino superare la perdita derivante dal trading a “zero commissioni”». Propone che i CASP che prestano servizi di esecuzione, di inoltro ordini e di cambio forniscano informazioni complete sui costi, così che i clienti possano confrontare i prezzi tra piattaforme.
8. Poteri di vigilanza contro le frodi e per il congelamento di asset
L'ESMA propone che le autorità nazionali abbiano poteri espliciti di ordinare la rimozione di siti truffa o non autorizzati e che, quando ci sono fondati motivi per sospettare che asset siano collegati ad abusi di mercato, reati finanziari, riciclaggio o finanziamento del terrorismo, l'ESMA stessa possa imporre a un CASP di congelarli «per il tempo necessario» all'indagine. La motivazione è che con le procedure attuali, «quando si chiede il congelamento di cripto-asset sospetti [...] spesso è troppo tardi e gli asset sono scomparsi». L'ESMA chiede anche il potere di adottare misure permanenti di intervento sui prodotti, non solo temporanee.
9. Semplificazione e tokenizzazione
Il documento non riguarda solo un inasprimento. L'ESMA chiede di centralizzare la notifica dei White Paper presso l'ESMA e chiarire quando un White Paper è «debitamente notificato», di eliminare una doppia autorizzazione per i servizi di trasferimento delle imprese di investimento che già notificano ai sensi dell'articolo 60, e di allineare i requisiti patrimoniali ad altri quadri UE. Nell'ultima sezione sostiene regole più chiare per i titoli tokenizzati e il regolamento on-chain e cita, nel tempo, un «28° regime» opzionale a livello UE.
Cosa significa per te adesso
- Nessun nuovo obbligo e nessuna nuova tutela per ora. Tutto richiede che la Commissione proponga, e Parlamento e Consiglio adottino, una modifica legislativa. La prossima data fissata dalla legge è la relazione della Commissione entro il 30 giugno 2027.
- Il problema dei costi è verificabile oggi. L'ESMA descrive offerte «zero commissioni» con spread elevati. Confronta il prezzo che otterresti per lo stesso ordine su più piattaforme, non la commissione in evidenza.
- Cautela con i prodotti a rendimento. La descrizione dell'ESMA dei programmi di prestito come «scatole nere» e del marketing sullo staking che minimizza slashing e blocchi coincide con le domande da fare a qualsiasi prestatore: chi detiene gli asset, dove sono prestati o in staking, cosa succede in caso di insolvenza. La nostra guida sullo staking sotto MiCA spiega cosa si applica oggi.
- Verifica l'autorizzazione del prestatore. I registri MiCA sono la base di qualsiasi tutela; vedi la nostra guida alla conformità MiCA.
Cosa non abbiamo potuto verificare
- La pagina ufficiale della consultazione e il questionario della Commissione, che non siamo riusciti a leggere. Date e argomenti della consultazione provengono da sintesi di studi legali.
- Il testo integrale del pacchetto sulla vigilanza di dicembre 2025. Ci basiamo sulla descrizione dell'ESMA e su sintesi di studi legali.
- Le risposte di altri soggetti, come l'ABE, le autorità nazionali o le associazioni di settore.
- Qualsiasi proposta legislativa della Commissione. Non ne abbiamo trovate; se ne comparirà una, questo articolo andrà aggiornato.
Un articolo precedente di questo sito (MiCA 2: la prossima regolamentazione cripto dell'UE, aprile 2026) è anteriore alla consultazione. La sua tempistica di applicazione era una stima, non una decisione, e va letta in quest'ottica.
Domande frequenti
Esiste una legge «MiCA 2»?
No. Esiste una procedura di revisione. La Commissione deve riferire entro il 30 giugno 2027, con una proposta legislativa se del caso. Il documento ESMA del 30 settembre 2026 è un parere a quel processo.
L'ESMA vuole vietare la DeFi?
No. L'ESMA chiede una definizione chiara di cosa sia «completamente decentralizzato» e un servizio di accesso regolamentato per i CASP che danno accesso alla DeFi. Dice che sviluppo open source, autocustodia, smart contract e infrastruttura permissionless non dovrebbero essere trattati automaticamente come intermediazione regolamentata.
Lo staking diventerebbe un servizio con licenza?
L'ESMA chiede regole mirate di condotta, informativa e salvaguardia per lo staking dei CASP autorizzati, e dice di non volere un nuovo regime autorizzativo pesante né di trattare automaticamente lo staking come prestito.
Cosa dice l'ESMA sul trading a «zero commissioni»?
Che alcune piattaforme lo pubblicizzano applicando spread elevati che recuperano il costo, e che chi presta servizi di esecuzione e di cambio dovrebbe dare informazioni complete sui costi.
Chi vigilerà in futuro sulle imprese cripto?
È una proposta separata della Commissione del dicembre 2025, che sposterebbe la vigilanza sui prestatori di servizi per le cripto-attività all'ESMA. Non fa parte di questa consultazione e, per quanto abbiamo trovato, non è stata adottata.
Fonti
- ESMA, Response to the EC consultation on the review of Regulation (EU) 2023/1114 (MiCA), ESMA75-113276571-1721, 30 settembre 2026 (16 pagine, lette per intero).
- ESMA, comunicato stampa: ESMA calls for changes to make MiCA clearer, safer and ready for emerging services.
- Regolamento (UE) 2023/1114, articoli 140 e 142, testo ufficiale tramite l'Ufficio delle pubblicazioni dell'UE (EUR-Lex).
- Maples Group, European Commission launches targeted consultation on the review of MiCA (fonte secondaria per date e argomenti della consultazione).
- Baker McKenzie, EU Commission publishes Market Integration & Supervision Package of reforms, dicembre 2025 (fonte secondaria sul pacchetto di vigilanza).
Limiti: le citazioni sono tradotte da noi dal testo inglese del documento ESMA. Questo articolo è informazione generale e non consulenza legale o finanziaria.